Osteoporosi: la più comune malattia dello scheletro

Sapevate che l’osteoporosi è la più comune malattia dello scheletro? Inizia in maniera silente nell’età adulta e si manifesta in genere dopo i 50 anni, prevalentemente nelle donne e nell’età senile.

L’osteoporosi causa una riduzione della massa ossea (per gran parte costituita da sali di calcio) associata ad una alterazione della sua struttura rendendo in tal modo l’osso più fragile e maggiormente suscettibile al rischio di frattura.

L’osteoporosi può colpire tutte le ossa: polso, vertebre e femore risultano le sedi più colpite.

Quanto è diffusa l’osteoporosi?

L’osteoporosi è la patologia metabolica dell’osso più diffusa e si espande in relazione all’attuale invecchiamento della popolazione.

Incidenza dell'osteoporosi per età

Quali sono i sintomi dell’osteoporosi?

Fino a che l’osso non si frattura l’osteoporosi non dà segni di sé. Per questo l’osteoporosi è soprannominata “la ladra silenziosa” in quanto causa un asintomatico e progressivo indebolimento del tessuto scheletrico sino alla comparsa della frattura che può avvenire per traumi anche di modesta o lieve entità.

Data la diffusione della malattia si può prevedere che una donna su due e un uomo su otto oltre i 50 andranno incontro ad una frattura da fragilità nella restante vita. Il dolore è il sintomo principale e la localizzazione è correlata alla sede della frattura.

Quali sono le conseguenze dell’osteoporosi?

In presenza di osteoporosi, le ossa maggiormente inclini a fratturarsi sono: Femore, Polso, Vertebre, Omero e Caviglia.

Le fratture vertebrali conducono a dolore cronico e disabilità motoria con conseguente peggioramento della qualità della vita e isolamento sociale.

Quali sono i fattori di rischio?

L’osteoporosi ha una genesi multifattoriale. Proprio per la sua insorgenza subdola è importante riconoscere gli aspetti che possono favorirne la comparsa.

I principali fattori di rischio sono: l’età, un apporto insufficiente di calcio e vitamina D, una vita sedentaria, la scarsa attività fisica, il fumo, il consumo eccessivo di alcool, un eccesso di proteine, sodio e caffeina, la menopausa e un fattore di familiarità.

Come posso sapere se sono a rischio?

Prova a rispondere al seguente questionario.

  1. Uno dei vostri genitori ha riportato una frattura del collo del femore in seguito a un banale urto all’anca o una lieve caduta?
  2. Fumate più di 20 sigarette al giorno?
  3. Avete mai riportato una frattura in seguito a un banale urto o una lieve caduta?
  4. Soffrite spesso di diarrea (in seguito a malattie come la celiachia/intolleranza al glutine o il morbo di Crohn?
  5. Avete assunto farmaci corticosteroidi per più di tre mesi?
  6. Per Le donne: la menopausa è iniziata prima dei 45 anni?
  7. La vostra altezza si è ridotta di più di 3 cm?
  8. Non avete più mestruazioni da almeno 12 mesi per cause diverse dalla gravidanza?
  9. Bevete frequentemente considerevoli quantità di alcolici (in misura eccessiva rispetto al consumo massimo consigliato)?
  10. Per gli Uomini: avete mai sofferto di impotenza, diminuzione della libido o altri sintomi correlati ad un basso livello di testosterone?

Quali misure adottare per prevenire l’osteoporosi?

Prevenire l’osteoporosi significa contenere l’eccessiva perdita di minerale dall’osso e ridurre il rischio di frattura.

La prevenzione primaria si attua seguendo i principi generali di corretto stile di vita: evitare il fumo, l’eccesso di bevande alcoliche, seguire una dieta equilibrata con corretto apporto di calcio.

Una regolare attività fisica è fondamentale per la salute dell’osso e del muscolo perché interviene favorevolmente sulla densità ossea ed anche sulla riduzione del rischio di caduta.

Qual è il ruolo dell’attività fisica nella prevenzione all’osteoporosi?

Una corretta attività fisica stimola l’intero metabolismo e quindi anche quello del tessuto osseo e può ritardare l’inizio e l’evoluzione dell’osteoporosi, proprio come una scarsa attività la può favorire.

È noto infatti che periodi anche brevi di immobilizzazione sono particolarmente deleteri per la massa ossea. Nelle donne in post menopausa l’attività fisica aiuta a ridurre la perdita minerale ossea in particolare a livello della colonna vertebrale e del femore, note sedi di fratture.

Il movimento non è importante solo per migliorare la densità ossea, ma anche per prevenire le cadute, responsabili in larga parte delle fratture da osteoporosi. Numerosi sono gli studi infatti che dimostrano come l’attività fisica è associata a un minor rischio di frattura.

Affinché l’attività fisica e gli esercizi muscolari siano efficaci è importante che siano effettuati con progressione, regolarità e costanza.

Quale attività fisica posso fare per prevenire la fragilità eccessiva dell’osso?

Chi presenta un quadro di osteoporosi iniziale e che non soffre di patologie cardiovascolari, esiti di fratture vertebrali o da fragilità e problemi di equilibrio, deve effettuare regolarmente una attività aerobica in carico.

Le attività quotidiane e sportive volte a migliorare la forza muscolare degli arti inferiori, molto importante per prevenire eventuali cadute e aumentare l’equilibrio, sono fondamentali.

Molto utili sono anche gli esercizi di rinforzo specifici per i muscoli del dorso.

Molti studi hanno evidenziato che nelle donne in post-menopausa vi è frequentemente un aumento della cifosi dorsale anche in assenza di fratture: tale alterazione posturale oltre a essere causa di dolore cronico determina una alterazione del carico sulle vertebre, già di per sé più fragili in caso di osteoporosi, e influisce negativamente sulla forza della muscolatura del dorso e sull’equilibrio.

Quindi, cosa aspetti ad iniziare a fare un’attività fisica specifica?

Per saperne di più puoi scaricare la nostra Guida all’Osteoporosi

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